La Natura ti fa bella. Anche la cosmesi guarda al vegetale

E’ possibile formulare da sé creme, oli e sieri per una bellezza davvero naturale e rispettosa dell’ambiente, evitando prodotti industriali? Lucilla Satanassi e Hubert Bosch spiegano come utilizzare le qualità di piante e fiori per preparati “verdi” e di alta qualità. Leggi tutto nell’articolo “La Natura ti fa bella. Anche la cosmesi guarda al vegetale”, pubblicato su la Provincia.

Suminagashi, inchiostro e emozioni fluttuano all’unisono

di Daniela Mambretti

Un’antica forma di pittura giapponese libera sensazioni ed emozioni profonde prima nell’acqua, in un lento fluire di colore, poi su fogli di carta di riso, in armoniosi giochi di forme e sfumature, fino a disegnare un’intrigante mappa dell’anima. 

Sviluppatasi in Giappone poco dopo l’anno 1000, durante il periodo artisticamente ricco di Heian, il Suminagashi è una forma di pittura che prende origine dallo Shodo, la calligrafia a inchiostro considerata anch’essa una forma d’arte.  Muovendo, in una bacinella d’acqua, due pennelli rispettivamente intinti in inchiostro e in fiele di bue si ottengono disegni galleggianti dalle forme morbide e misteriose che evocano i moti dell’anima. “Abbandonandosi al gioco dei pennelli e della fantasia, l’inchiostro materializza le emozioni in segni grafici che testimoniano stati d’animo e particolari evoluzioni del mondo interiore” – spiega Luisa Canovi, titolare dello Studio Origami Do a Milano. Poi, si fissa quanto creato nell’acqua su fogli di carta di riso, prima appoggiati sulla bacinella per trasferire le immagini, poi adagiati su carta assorbente per l’asciugatura.

Antichi, preziosi strumenti

Per praticare il Suminagashi occorrono alcuni strumenti che derivano dalla tradizione calligrafa. In primo luogo, un recipiente basso contenente dell’acqua. Un bastoncino d’inchiostro – sumi –  sciolto su una pietra di ardesia bagnata per fluidificarlo, una ciotolina per il fiele di bue, il cosiddetto liquido di contrasto che permette la formazione delle onde di inchiostro, due pennelli morbidi e la carta di riso, che raccoglierà e conserverà le ‘formazioni’ acquatiche. Come in ogni arte giapponese, anche lapreparazione degli strumenti di lavoro fa parte di un preciso rituale che contribuisce a creare pace interiore e consapevolezza dell’azione. Lo sfregamento, per esempio, del bastoncino di inchiostro sull’ardesia deve essere compiuto con gesti pazienti. Dopo aver intinto il pennello nell’inchiostro liquefatto, lo si appoggia sull’acqua e lo si solleva appena si forma sulla superficie una macchia di colore. Poi, si adagia il pennello intinto nel fiele sulla stessa macchia che si espanderà a cerchio. Alternando i due gesti, si ottengono morbide geometrie di onde e cerchi concentrici. É incredibile come le immagini, pur essendo essenzialmente astratte, richiamino alcuni elementi della natura come rocce, cieli tempestosi, venature del legno e sezioni marmoree. Si smette di creare quando si sente che il disegno è completo. “Per conservare le libere espressioni dell’inconscio, si poggia sull’acqua il foglio di carta sul quale si trasferisce, in pochi secondi, il disegno: proprio perché parte dalle mutevoli vibrazioni interiori, esso sarà ogni volta diverso e unico” – sottolinea Canovi.

La mappa delle emozioni

Come molte delle arti orientali, il Suminagashi diventa uno strumento utile alla meditazione, creando silenzio e pace interiore. In seguito alla diffusione dello Zen, alcune espressioni artistiche come Ikebana, la via dei fiori, Sado,  la cerimonia del tè, e Shodo, la via della scrittura, sono diventate un vero e proprio strumento di conoscenza. La ritualità dei gesti, l’attenzione posta al particolare, il libero fluire di pensieri ed emozioni sono vie che aiutano la pratica meditativa e, di conseguenza, l’esplorazione del proprio mondo interiore. “Il Suminagashi, offre un’ulteriore via di conoscenza” – spiega Anna Zanardi, psicologa specializzata in terapie espressive e artistiche. “Leggere da un apparente, casuale disegno delle informazioni sulla nostra situazione interiore, per esempio il rapporto con i nostri genitori, ci mette in contatto profondo con i nostri sentimenti e le nostre rappresentazioni interne di cui spesso non siamo consapevoli. Questo ci aiuta a prendere contatto con i nostri sentimenti profondi, ci emoziona e ci rilassa”.  La dinamica che sta alla base del Suminagashi, ossia il rapporto tra le energie individuali e la materia ‘acqua-colore’, ha anche un fondamento scientifico, come sottolinea ancora Zanardi. “Questa relazione viene spiegata dalla teoria dei campi morfogenetici di Rupert Sheldrake, fondatore della biologia molecolare e studioso conosciuto internazionalmente per le sue scoperte sui campi e sull’apprendimento.  Secondo Sheldrake, quando l’essere umano pensa o prova delle emozioni emette delle vibrazioni che compenetrano ciò che sta al di là della intenzione/azione individuale, si tratti di persone o cose. Nel Suminagashi, l’oggetto che accoglie e imprime l’impatto delle nostre vibrazioni è proprio l’acqua”. Attraverso la lettura di alcuni disegni, osservando la vicinanza di alcune linee, l’intensità dell’inchiostro o la connotazione di alcune forme, è possibile decodificare, per esempio,  il rapporto con i propri modelli genitoriali o con il proprio partner. Le libere armonie create costituiscono i primi spunti di riflessione per iniziare un percorso di conoscenza più profonda.

Immagine: www.origami-do.it

Il sentiero della Dea Guerriera per riconnettersi al vero sé

di Daniela Mambretti

È possibile diventare la donna che si è davvero e non quella che si pensa di essere o, peggio, quella che gli altri vorrebbero si fosse?

Lo è, a patto di intraprendere un cammino di consapevolezza che non scende a patti con vecchi schemi mentali ereditati “in automatico”, di essere disposte a sostenere la propria verità e di volerla affermare in ogni ambito della vita accettando, con apertura e amore incondizionato, tutti gli aspetti del proprio essere: luci e ombre, paure e talenti, limiti e intuizioni. HeatherAsh Amara, autrice di “L’addestramento della Dea” (Edizioni Il Punto d’Incontro), spiega come intraprendere un nuovo cammino che porterà a risplendere in tutto il proprio valore, manifestandosi e aprendosi alle esperienze della vita senza steccati e senza remore.

Il “sacro” contenitore interiore

In ogni donna alberga la sua vera essenza. Il cammino per raggiungerla è alla portata di colei che avrà il coraggio di amarsi incondizionatamente e liberarsi da schemi prestabiliti. Il primo passo è la ricerca della propria verità, vale a dire il riconoscimento e l’accoglimento del femminile autentico, quello che desidera ardentemente essere visto e fatto fiorire in totale libertà. Questa (ri)scoperta è la vera forza della Dea Guerriera, quello spirito indomito che prescinde dai “canti delle sirene” esteriori, ma, che è, invece, ben radicato nell’interiorità e che nessuno mai potrà travolgere o estirpare. L’autrice esorta a immaginare un contenitore che avvolga teneramente il proprio essere e che definisca, con chiarezza, ciò che è proprio e ciò che appartiene agli altri. In questo contenitore albergano l’energia compassionevole, ma anche l’impegno della dea impetuosa. Grazie a questo contenitore sicuro, ogni donna può smettere di identificarsi totalmente solo in ciò che fa, può onorare e rispettare tutte le energie interiori, anche le più contraddittorie, può conosce la propria verità e non teme di affermarla, può scegliere con consapevolezza amicizie e rete di sostegno senza dover piacere per forza a tutti, può sentirsi confortata quando attraversa le burrasche esistenziali e, soprattutto, può liberarsi, senza paura, da vecchie storie del passato.

Ricontattare le energie creative

Per far sbocciare il vero sé, la Dea Guerriera dispone di una grande – e spesso sottostimata – energia creativa. Deve solo ricontattare questa grande risorsa permeando di passione ogni gesto e ogni atto che le permetta di esprimere la propria peculiarità: dalla cucina, alla preparazione di una bella tavola, dalla scelta di un abito seducente, al biglietto di auguri mai creato prima. L’attivazione di questa risorsa è in grado di produrre soluzioni inaspettate in tutti gli ambiti della vita: come una fonte inesauribile, si riversa nel lavoro, nelle relazioni interpersonali e nella vita interiore, offrendo nuovi spunti e nuove visioni.

Padroneggiare il potere delle parole

Affermare la propria verità non vuol dire essere crudeli o offensive. Al contrario, lo spirito della Dea Guerriera esorta a esser chiare, nella consapevolezza che l’obiettivo è quello di sperimentare una comunicazione sincera, ma fluida. Basti tenere sempre presente che ogni energia espressa, prima di raggiungere l’oggetto, passa attraverso il proprio essere fisico, emozionale, mentale e spirituale. I giudizi feroci, l’odio o la rabbia impregnano e immergono ogni cellula di chi li prova, prima di raggiungere l’obiettivo. Quando, invece, è l’amorevolezza il motore delle parole, l’amore verso l’esterno, nutre, in primo luogo, anche la fonte stessa che lo genera.

Recuperare la trinità femminile archetipica

Quando le energie di fanciulla, di madre e di vecchia, convivono e fioriscono in una donna, allora il femminile si esprime nella sua massima potenza. La spinta della curiosità e dell’esplorazione, l’energia della nascita e del nutrimento, unite alla capacità di sviluppare azioni sostenibili, a lungo termine e a beneficio dell’intera comunità rappresentano la massima espressione della trinità femminile interiore. Quando uno degli aspetti della trinità viene sacrificato a vantaggio di un altro, ci troviamo a vivere situazioni paradossali come quelle, per esempio, spesso evidenziate dalle riviste femminili: se è vero che l’energia “della fanciulla” è bella e importante, è altrettanto vero che quando si tenta di trattenerla o perpetuarla, il triste risultato è il ripudio di tutte le energie interiori femminili più autentiche e più vitali.

HeatherAsh Amara suggerisce: Rallenta. Ascolta le stelle e la terra; senti gli insegnamenti silenziosi del vento e la saggezza del fuoco. Il microcosmo di ogni tua cellula è un legame diretto con il macrocosmo dell’intero universo. Rimani tranquilla e lascia che l’universo fiorisca in te”.                                                                                                                                                   

Mandala: colorarlo attiva un vero percorso terapeutico

di Daniela Mambretti

Colorarlo aiuta a combattere lo stress, ritrovare armonia e equilibrio, superare le insoddisfazioni, esprimere la propria creatività e favorire il naturale processo di guarigione: è il mandala, antico e potente.

Immergersi in un rituale ritrovato

Dipingere le figure geometriche e le forme che lo costituiscono, come quadrati, cerchi, triangoli, punti, ma anche gocce, spirali, fiori o stelle significa perdersi in un rituale che anticamente aveva finalità religiose e spirituali, ma che, oggi, assume anche un significato simbolico profondo, fino a divenire terapeutico. Importanti tradizioni culturali ritenevano potesse favorire la meditazione, la trasformazione spirituale e la guarigione. “Lavorare con i mandala, osservarli, colorarli, abbandonarvisi, significa intraprendere un viaggio nel mondo dell’immaginario, disseminato di forme archetipiche e di colori che esprimono l’intensità delle emozioni e un mondo interiore spesso inespresso” – spiega Vittorio Caprioglio, medico psicoterapeuta, direttore dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica di Milano e responsabile editoriale della rivista “Mandala Therapy”.

 

 

Effetti confermati dalla Neurofisiologia

Ma è davvero possibile che un’attività tanto semplice come la colorazione di un mandala possa generare benefici così profondi? Un importante contributo viene dalle ricerche condotte dalla Neurofisiologia che indaga il funzionamento dei neuroni e dei processi cognitivi. Studi recenti sul rapporto esistente tra disegno, colorazione e attività cerebrali hanno dimostrato che, mentre si colora, i due emisferi cerebrali lavorano insieme armoniosamente, mentre le aree deputate all’aggressività si placano: il risultato è un cervello presente, ma quieto al tempo stesso. I mandala si rivelano così un ottimo strumento per non sentirsi in balia delle emozioni, ma per trasformarle in rinnovata energia, innescando un processo terapeutico: se è vero che esse affiorano come onde dal profondo dell’essere generando ansie, malesseri e vere e proprie patologie, è altrettanto vero che, per superare il disagio che ne deriva, è importante accoglierle senza giudizio, poiché piacevoli o sgradevoli che siano, hanno sempre una ragion d’essere.

Vincere i disagi trasformandoli in immagini

Ecco perché, anziché resistere loro o, peggio, rischiacciarle nel profondo, è preferibile soffermarsi sulle sensazioni percepite, provando a trasformare il disagio in immagine, prescindendo dai codici del pensiero inadeguati in questo ambito. “Attraverso l’immagine, il disagio emotivo non è più statico e ripetitivo, ma diviene dinamico e fluido. Per attuare il processo terapeutico è necessario abbandonare mente e ragionamento e scivolare in una dimensione più sottile e trasognata” – sottolinea l’esperto.

Il potere dei simboli

Il mandala aiuta proprio in questa transizione, poiché anche l’emozione più travolgente, passando attraverso gli antichissimi simboli che lo costituiscono, si affina divenendo pura energia vitale che cura e vivifica. Cerchi, triangoli, punti, spirali, ma anche mani, fiori di loto, gocce e cuori sono la chiave per sondare il mondo dell’inconscio, del segreto, dell’infinito. I colori, invece, sono il canale attraverso il quale si esprime il proprio mondo interiore in una sorta di tavolozza emotiva di quel momento specifico. Per esempio, i colori primari, – rosso, giallo e blu – rappresentano impulsi e istinti basici della natura umana, mentre i secondari – arancione, verde e viola- sfumano e smarginano il sentire. “Anche se segni e tonalità hanno un preciso significato, l’obiettivo non è indagare o spiegare un determinato mandala o un suo disegno, quanto, invece, quello di agevolare il processo di trasformazione” – puntualizza Caprioglio. Gesti, forme e colori si fondono, attivando una scintilla quasi magica: dopo aver osservato i simboli dal sapore arcano e misterioso si liberano energie sottili, ma potenti. Colorando e fondendosi nel mandala, la mente si rilassa e permette alle armoniose geometrie che lo costituiscono di entrare in risonanza con il corpo, esattamente come accadeva con i canti sacri antichi o con la Kore, la danza in cerchio rituale di origine greca. Le donne possono addirittura riconnettersi con il proprio nucleo femminile, spesso schiacciato, se non addirittura dimenticato, come spiega Susanne F. Fincher in “Coloring Mandala 3” (Macro Edizioni). Danzando con le matite colorate tra i simboli del femminino contenuti in alcuni mandala, si richiama l’immagine archetipica della Grande Madre che rappresenta e testimonia il potenziale creativo, nutritivo e materno insito in ogni donna e che attende solo di essere riscoperto, risvegliato e celebrato.

 GLI ELEMENTI-CHIAVE

Alcune delle figure contenute nel mandala sono riferibili ai simboli archetipici del maschile e del femminile illustrati da Simona Oberhammer in “Olofem, femminile sconosciuto” (Edizioni Olosophiche).

  • Quadrato: logica, ragionevolezza, analisi, volontà di delimitare entro confini precisi.
  • Triangolo: linearità maschile che si slancia, procede verso la sommità.
  • Cerchio: accogliente e protettivo, rappresenta unione e completezza.
  • Goccia: simbolo del nutrimento femminile, delle fecondità.

 

I colori persuadono, stimolano e rivelano. Jean-Gabriel Causse guida alla scoperta delle loro magiche influenze in psicologia, apprendimento, arredamento, marketing, produttività e creatività, nel libro “Lo stupefacente potere dei colori” (Ponte alle Grazie).

  • Rosso: potenza, energia, passione, ma anche divieto, pericolo e agitazione.
  • Verde: vita e fertilità, ma anche equilibrio e sobrietà.
  • Rosa: femminilità, delicatezza d’animo.
  • Blu: calma, tranquillità, ma anche passività e nostalgia.
  • Arancione: benessere, gioia di vivere, fierezza e ottimismo.

Elogio del “poco” per realizzare grandi cambiamenti

di Daniela Mambretti

Cambiare lavoro, superare una dipendenza, perdere peso, migliorare i rapporti sociali o con il partner possono sembrare obiettivi irraggiungibili, ma un metodo utilizzato in ambito industriale bellico e post-bellico insegna a realizzare grandi cambiamenti compiendo piccoli passi.

Il Kaizen – questo il nome della via del miglioramento continuo – nato negli Stati Uniti, ma sviluppato in Giappone, permette il raggiungimento di importanti obiettivi quotidiani con calma, costanza e dolcezza. Sì perché più ci si accanisce pensando e ripensando, più la meta si allontana, dal momento che il primo nemico sembra proprio essere il cervello.

Eludere la paura del cambiamento

La paura del cambiamento vi è, infatti, fisiologicamente insita, tanto da provocare un vero blocco di creatività, razionalità e realizzazione personale, come spiega Robert Maurer, psicologo, docente alla University of California e autore di “Un piccolo passo può cambiarti la vita – Il metodo Kaizen applicato alla realtà di tutti i giorni” (Vallardi). E’ pur vero che quando si desidera dare inizio a un cambiamento esistenziale o a un processo creativo si ricorre all’utilizzo della corteccia cerebrale, vale a dire la parte pensante del cervello, ma è altrettanto vero che un obiettivo ritenuto irrealizzabile può scatenare una grande paura che, a sua volta, può mettere in moto un meccanismo atavico e incontrollabile, chiamando in gioco l’amigdala. Si tratta di una struttura cerebrale, parte del sistema limbico, fondamentale per la sopravvivenza, in quanto controlla la reazione di attacco/fuga in caso di pericolo. Se allertata, rallenta altre funzioni, come il pensiero razionale e creativo che potrebbero interferire con l’atto fisico del fuggire o del lottare. Purtroppo, questo sistema, ideale migliaia di anni fa sotto il continuo attacco dei nemici o delle belve feroci, scatta ancora oggi, quando si desidera semplicemente realizzare un cambiamento nella routine quotidiana: l’amigdala si allerta e blocca l’accesso alla corteccia cerebrale. Così, la parte pensante del cervello va in stallo al solo prospettarsi di un cambiamento che miri al raggiungimento di un obiettivo ritenuto troppo oneroso.

Grazie al Kaizen il cervello non va “in stallo”

E qui viene in aiuto il metodo Kaizen che suggerisce come non suscitare alcun tipo di allarme e attingere, invece, alle risorse creative del cervello. Il segreto sta nel compimento di piccoli passi, tanti micro-obiettivi che, anziché bloccare i meccanismi cerebrali, stimolano e sollecitano risposte e soluzioni, passo dopo passo. In questo modo, il cervello si predispone lentamente e dolcemente ai piccoli cambiamenti senza nemmeno accorgersene: punta dritto all’obiettivo senza fatica e produce anche evoluzioni ritenute prima irrealizzabili. Se, per esempio, una persona pigra e in sovrappeso avesse la necessità di dimagrire con l’ausilio di attività fisica costante e quotidiana e se ciò dovesse apparirle eccessivamente oneroso, si potrebbe aprioristicamente innescare un blocco associato a rinuncia o a sfiducia. La via del Kaizen suggerisce, allora, un approccio semplice. Invece di programmare corse mattutine impossibili o sedute in palestra improponibili a pigri, consiglia pochi minuti di attività fisica quotidiana: il cervello si predisporrà progressivamente al movimento, senza tentare di ostacolare un’attività che non avvertirà come una minaccia, ma come un normale, fluido movimento.

Piccoli gesti,  grandi movimenti

Anche Marco Bianchi sembra predisposto allo stesso approccio. Divulgatore scientifico della Fondazione Umberto Veronesi, è autore del libro “Io mi muovo 10 minuti per 30 giorni – Esercizi e ricette per mantenersi in forma” (Mondadori), nel quale indica, giorno per giorno, brevi sequenze di esercizi da svolgere comodamente a casa propria per pochi minuti, ma anche preziose informazioni e gustose ricette sulla sana alimentazione per prevenire le patologie più comuni.

La sublime determinazione nipponica

Ma il Kaizen può ispirare anche aspetti dell’esistenza più creativi e rarefatti, come ha potuto sperimentare Ennio Capasa, designer, fondatore di Costume National e autore del libro “Un mondo nuovo” (Bompiani). Durante il suo  soggiorno di due anni in Giappone, in qualità di assistente dello stilista Yohji Yamamoto, ha conosciuto e apprezzato la costante ricerca della perfezione, l’amore per il dettaglio, la dedizione per raggiungere i piccoli, costanti progressi quotidiani prospettati dal Kaizen che invita a cambiare continuamente il proprio punto di vista per intraprendere, con sublime determinazione, passo dopo passo, la via del miglioramento lento, ma inesorabile.

AZIONI MINIME PER GRANDI RISULTATI

da “Un piccolo passo può cambiarti la vita” di Robert Maurer (Vallardi)

  • Porsi domande semplici

In presenza di un problema, il cervello ama essere stimolato con domande semplici: ponendosi la stessa domanda per giorni, l’ippocampo, preposto all’immagazzinamento delle informazioni, non potrà ignorarla e comincerà a produrre risposte.

  • Immaginazione sensoriale

Ricorrere alla “scultura mentale” per sviluppare abilità fisiche, mentali e sociali, semplicemente immaginando di possederle con completo coinvolgimento sensoriale: il cervello modifica la sua struttura creando nuove connessioni neuronali che producono abilità motorie e verbali anche complesse.

  • Individuare i microproblemi

Imparare a risolvere i problemi quando sono ancora piccoli e apparentemente insignificanti può voler dire evitare di intervenire in modo più incisivo in seguito.

  • Rivolgere al partner piccole, costanti attenzioni

Imparare a dedicare attenzioni e ascolto reciproci, anziché azioni eclatanti come una vacanza da sogno o un regalo costoso, poiché sono più potenti di qualsiasi mega-regalo.

Ascolto e consapevolezza per riconoscere le vere istanze del cuore

di Daniela Mambretti

Crea un senso di incolmabile vuoto quel desiderio d’amore che spesso resta inappagato perché nato da una decisione inconscia: la convinzione di non essere degni di amore.

“E’ una decisione che può partire già dall’infanzia, basta un atteggiamento distratto o assente di un genitore per convincere un bambino di essere rifiutato e non amato”- spiega Rossella Panigatti, esperta di Comunicazione energetica e autrice del libro “La fame d’amore” (Tea). Questa decisione condiziona, nel tempo, tutti i rapporti affettivi e, se non resa consapevole, determina malessere, sofferenza e disistima senza un’apparente causa. La vita affettiva ne risulta confusa, si scambia l’attrazione fisica con l’amore, pretendendo dalla prima solo ciò che il secondo può dare, e si cerca di colmare l’incolmabile con cibo o altre dipendenze.

La visione energetico-spirituale

E’ possibile non cadere in un simile baratro? Secondo la visione energetico-spirituale basta fermarsi e ascoltare, senza confonderli, i veri bisogni del corpo e del cuore e scegliere, in totale consapevolezza, ciò che è davvero congruo in quel momento per sé stessi. “Al di là di tecniche specifiche, significa smettere di fare e fermarsi, chiedendosi se una determinata scelta è davvero coerente rispetto al proprio sentire. La risposta, se si è in ascolto onesto, è sempre piuttosto chiara” – sottolinea l’esperta. Per evitare relazioni ripetutamente sbagliate è necessario adottare il punto di vista energetico senza sovrastrutture mentali o ipocrisie.

L’importanza dell’energia “fluida”

Tutto diviene semplice e diretto: se l’energia della quale siamo fatti scorre bene e senza “muri”, le relazioni sono felici, il lavoro procura soddisfazione e ci si sente amati e accolti. Ascoltandosi senza pregiudizi è possibile individuare una sorta di mappatura interiore che permette di riconoscere le diverse vibrazioni dalle quali si è spinti all’azione. Si evita, così, di confondere l’impulso energetico che porta a una scelta di tipo sessuale, con quello che, invece, porta all’amore incondizionato e, soprattutto, si smette di pensare che la gelosia sia componente essenziale del “grande amore”, o che la manipolazione si accompagni al “voler bene”. Secondo Panigatti bisogna rendersi consapevoli che le vibrazioni del cuore sono diverse da quelle del desiderio: sono entrambe importanti e degne, ma è fondamentale non confonderle.

Consulenze

In qualità di lettrice certificata di Registri Akashici, effettuo:

  • Lettura del Registro Akashico attraverso canalizzazione
  • Lettura del Registro Akashico attraverso l’Oracolo dei Registri Akashici e lettura di altri Oracoli diversi dai Tarocchi 
  • Guarigioni akashiche

Durante la lettura diretta del Registro Akashico del Consultante (maggiorenne), accedo, previo consenso, al suo Registro per ricevere le risposte alle domande che il Consultante mi ha preventivamente inviato. Il Registro del Consultante verrà immediatamente chiuso al termine della lettura. Per comprendere la natura della lettura, di seguito, fornisco qualche esempio di domanda, ricordando che lo scopo delle lettura è evolutivo e di crescita personale:

  • Qual è la mia missione di questa vita
  • Quali sono i doni e i talenti che posso mettere in gioco per allineare la mia vita ad essi
  • Cosa posso fare perché il mio lavoro assecondi i miei doni
  • Cosa posso fare per incontrare e riconoscere la mia Fiamma Gemella
  • Perché mi è accaduta questa cosa (…..), cosa devo apprendere
  • Come posso migliorare il mio benessere fisico
  • Come posso aiutare questa persona (nome)
  • Come posso perdonare questa persona (nome) che mi ha fatto soffrire
  • Come posso guarire da questa cosa (…)
  • Cosa devo guarire per rimuovere i blocchi che mi condizionano e che mi ostacolano in questa vita

Le domande, che possono arrivare fino a 3, devono essere inviate preventivamente, come indicato in seguito, e la lettura viene inviata a mezzo di messaggio WhatsApp, oppure per iscritto tramite e-mail, in modo che l’ascolto o la lettura delle risposte possa avvenire nel momento più opportuno per il Consultante.

Durante l’ascolto della lettura è possibile provare commozione, emozione o un leggero stordimento. Non c’è una reazione uguale per tutti: qualsiasi cosa accada va bene ed è bene lasciarla fluire senza frapporre pensieri limitanti, poiché ciò potrebbe bloccare il flusso dell’energia akashica. La lettura giunge come un’onda di luce che calma, rilassa e conforta. I suoi effetti si estendono ben oltre il momento della lettura e continuano a portare al Consultante uno stato di profondo benessere, di apertura, di intuizioni e di pacificazione.

Se, in seguito alla lettura, il Consultante ritiene di essere pronto a ricevere anche una Guarigione Akashica, perché deciso a lasciar andare paure, blocchi o pensieri limitanti attraverso una guarigione energetica, può richiederla seguendo le istruzioni indicate nell’apposita sezione “Guarigione Akashica” .

3 PASSI PER RICHIEDERE LA LETTURA DIRETTA DEL REGISTRO AKASHICO: contenuto presto disponibile

Fin da ragazzina, ho manifestato una spiccata predisposizione per la lettura delle carte, meglio definite come “oracoli”: si tratta di uno strumento molto potente attraverso il quale il Lettore interpreta per il Consultate segni, simboli e energie che ogni carta porta con sé per rispondere ai quesiti. In qualità di lettrice oracolare, il mio compito è proprio quello di aiutare il Consultante nella comprensione delle risposte e nella conoscenza di alcuni aspetti che riguardano la sua crescita personale attraverso il rarefatto linguaggio oracolare.

Inoltre, ogni Oracolo può contribuire all’individuazione di eventuali blocchi, paure, sensi di colpa, ferite ataviche o pensieri autolimitanti, consapevoli o inconsapevoli, che possono essere guariti autonomamente, oppure attraverso la Guarigione Akashica, che puoi conoscere meglio nella sezione alla fine di questo approfondimento.

Mi sono specializzata nella lettura degli Oracoli che ritengo più evocativi, simbolici e potenti per l’aiuto che forniscono al Consultante. Pertanto, le domande poste, che possono arrivare fino a 3 per ogni lettura effettuata telefonicamente per un costo di Euro 30, potranno usufruire dell’aiuto di uno o più dei seguenti Oracoli.

L’Oracolo di Registri Akashici, creato da Lianka Trozzi, è un modo diverso rispetto alla lettura canalizzata per far entrare il Consultante in contatto con il proprio Registro. Anche in questo caso, effettuo la lettura chiedendo l’autorizzazione al Consultante (maggiorenne) per aprire il suo Registro, che verrà chiuso al termine della lettura. É un’esperienza che può fornire importanti informazioni sulla propria missione esistenziale, sui propri talenti da spendere, su situazioni relazionali particolarmente spinose che rallentano la missione esistenziale, sui blocchi energetici da rimuovere per vivere un’esistenza appagante e felice. Le letture avvengono grazie alla guida dei Maestri Ascesi che hanno ispirato la nascita delle carte proprio per poter dispensare i loro consigli in modo semplice, diretto, chiaro e amorevole. Il Lettore dell’Oracolo di Registri Akashici si fa, pertanto, canale e strumento dei Maestri Ascesi: poiché l’obiettivo è il Sommo Bene del Consultante, la lettura è sempre pacificante, confortante e completa per essere di aiuto a chi la riceve.

  • L’Oracolo delle 14 Leggi Universali, creato da Lianka Trozzi, aiuta a comprendere quali siano le 14 Leggi Universali in azione nella propria vita, nel momento del consulto, rispetto a situazioni specifiche nell’ambito lavorativo, relazionale in genere o sentimentale. Le Leggi Universali sono sempre attive nelle nostre vite anche se ne siamo inconsapevoli. Pertanto, è bene conoscerle per evitare di violarle e, soprattutto, per comprendere i meccanismi e le forze universali che agiscono e che possono rivelarsi un’importante e saggia chiave di conoscenza. Per ogni situazione, è possibile conoscere la propria vera emozione vibrata, molto importante per fare chiarezza rispetto a quanto davvero si prova emotivamente, la legge universale all’opera, fondamentale per comprendere quale legge divina sta guidando quella specifica situazione, e l’azione da intraprendere, che fornisce una prima indicazione sulla direzione da seguire.
  • L’Oracolo dei Custodi della Luce, creato da Kyle Gray, permette di  conoscere i Maestri Ascesi e le Divinità più rilevanti degli antichi pantheon. Il loro incontro attraverso questo oracolo sottile e evocativo aiuta nella conoscenza delle energie celesti attive sul piano esistenziale per richiedere guida, protezione e ispirazione.
  • L’Oracolo delle Dee, creato da Doreen Virtue, è particolarmente indicato per riscoprire quali dee interiori, vale a dire quali forze del divino femminino, sono in azione o sono da coltivare, affinché la propria anima possa fiorire al meglio e nella totalità. Le carte simboleggiano le dee più rilevanti degli antichi pantheon e si fanno messaggere di luce, fiducia e amorevolezza per il cuore della Consultante. La lettura di questo oracolo scioglie nodi, muri e atteggiamenti rigidi verso la propria componente femminile.
  • L’Oracolo di Atlantide, creato da Diana Cooper, è un affascinante veicolo di riconnessione alle energie atlantidee, dal momento che la quasi totalità di noi ha avuto almeno una vita in Atlantide. Se ti senti profondamente legato alle energie acquatiche, o se, al contrario, le temi, potresti sentirti attratto da questa via oracolare che riserva da un lato, una profonda pacificazione, e dall’altro, una potente energia. Inoltre, attraverso questo oracolo è possibile  riconnettersi agli animali-guida atlantidei, come le balene, i delfini o gli unicorni, eccezionali attivatori di guarigione, oppure al magnifico potere dei cristalli o della Fiamma Violetta purificante. A proposito della connessione con il mondo atlantideo, presto sarò felice di annunciarti la nascita di un nuovo Oracolo.
  • L’Oracolo delle Vite Passate, creato da Doreen Virtue e Brian Weiss, uno dei maggiori esperti internazionali in questo ambito, è particolarmente utile per individuare quali aspetti delle vite passate – meglio definite come sincroniche – influenzano quella presente. Molto spesso, infatti, paure, fobie, blocchi, credenze autoboicottanti, o voti presi inconsapevolmente influiscono sulla tua vita attuale appesantendola o creando sofferenza. Una volta individuati questi ostacoli, è possibile superarli autonomamente o tramite una Guarigione Akashica che è possibile effettuare in una seconda seduta, finalizzata a ritrovare pacificazione, libertà e leggerezza.

Le letture si svolgono in un clima di ascolto e  di calore  che si protrae ben oltre il momento del momento oracolare. Le luminose energie discese avvolgono il Consultante come una protezione e come una guida anche nei giorni successivi.

Appena nuovamente possibile, sarò disponibile per letture oracolari anche presso centri olistici o esercizi che desiderino offrire ai propri clienti l’occasione di conoscere uno strumento evolutivo accessibile, semplice e diretto, purché la lettura possa avvenire in un ambiente che tuteli la privacy e la tranquillità del Consultante.

     2 SEMPLICI PASSI PER ACCEDE ALLA LETTURA ATTRAVERSO GLI ORACOLI : contenuto presto disponibile

Dopo le mie due iniziazioni per la lettura dei Registri Akashici, ho scelto la specializzazione nella Guarigione Akashica, una guarigione energetica volta a superare:

  • paure
  • ferite da abbandono
  • ferite da delusioni d’amore
  • pensieri autolimitanti
  • sensi di colpa
  • mancanza di fiducia in sé stessi
  • blocchi verso situazioni particolari
  • blocchi nei confronti della propria Fiamma Gemella
  • blocchi nelle relazioni con familiari o colleghi di lavoro
  • voti inconsapevoli fatti in vite precedenti

La guarigione akashica può avere luogo solo quando il Richiedente (maggiorenne) se ne senta pronto e sia disposto ad accogliere un flusso di energia amorevole, luminosa e intelligente che opererà, nei giusti tempi divini, inviata dagli Esseri di Luce e veicolata attraverso il canale akashico per il suo  Sommo Bene.

La guarigione Akashica avviene previo consenso per l’apertura e la successiva chiusura del Registro Akashico del Richiedente e viene effettuata telefonicamente, poiché il flusso energetico non necessita della presenza fisica. Ogni guarigione ha un costo Euro 20.

     2 SEMPLICI PASSI PER ACCEDERE ALLA GUARIGIONE AKASHICA: contenuto presto disponibile.

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