PSICO-BENESSERE/Il sentiero della Dea Guerriera per riconnettersi al vero sé

È possibile diventare la donna che si è davvero e non quella che si pensa di essere o, peggio, quella che gli altri vorrebbero si fosse?

Lo è, a patto di intraprendere un cammino di consapevolezza che non scende a patti con vecchi schemi mentali ereditati “in automatico”, di essere disposte a sostenere la propria verità e di volerla affermare in ogni ambito della vita accettando, con apertura e amore incondizionato, tutti gli aspetti del proprio essere: luci e ombre, paure e talenti, limiti e intuizioni. HeatherAsh Amara, autrice di “L’addestramento della Dea” (Edizioni Il Punto d’Incontro), spiega come intraprendere un nuovo cammino che porterà a risplendere in tutto il proprio valore, manifestandosi e aprendosi alle esperienze della vita senza steccati e senza remore.

Il “sacro” contenitore interiore

In ogni donna alberga la sua vera essenza. Il cammino per raggiungerla è alla portata di colei che avrà il coraggio di amarsi incondizionatamente e liberarsi da schemi prestabiliti. Il primo passo è la ricerca della propria verità, vale a dire il riconoscimento e l’accoglimento del femminile autentico, quello che desidera ardentemente essere visto e fatto fiorire in totale libertà. Questa (ri)scoperta è la vera forza della Dea Guerriera, quello spirito indomito che prescinde dai “canti delle sirene” esteriori, ma, che è, invece, ben radicato nell’interiorità e che nessuno mai potrà travolgere o estirpare. L’autrice esorta a immaginare un contenitore che avvolga teneramente il proprio essere e che definisca, con chiarezza, ciò che è proprio e ciò che appartiene agli altri. In questo contenitore albergano l’energia compassionevole, ma anche l’impegno della dea impetuosa. Grazie a questo contenitore sicuro, ogni donna può smettere di identificarsi totalmente solo in ciò che fa, può onorare e rispettare tutte le energie interiori, anche le più contraddittorie, può conosce la propria verità e non teme di affermarla, può scegliere con consapevolezza amicizie e rete di sostegno senza dover piacere per forza a tutti, può sentirsi confortata quando attraversa le burrasche esistenziali e, soprattutto, può liberarsi, senza paura, da vecchie storie del passato.

Ricontattare le energie creative

Per far sbocciare il vero sé, la Dea Guerriera dispone di una grande – e spesso sottostimata – energia creativa. Deve solo ricontattare questa grande risorsa permeando di passione ogni gesto e ogni atto che le permetta di esprimere la propria peculiarità: dalla cucina, alla preparazione di una bella tavola, dalla scelta di un abito seducente, al biglietto di auguri mai creato prima. L’attivazione di questa risorsa è in grado di produrre soluzioni inaspettate in tutti gli ambiti della vita: come una fonte inesauribile, si riversa nel lavoro, nelle relazioni interpersonali e nella vita interiore, offrendo nuovi spunti e nuove visioni.

Padroneggiare il potere delle parole

Affermare la propria verità non vuol dire essere crudeli o offensive. Al contrario, lo spirito della Dea Guerriera esorta a esser chiare, nella consapevolezza che l’obiettivo è quello di sperimentare una comunicazione sincera, ma fluida. Basti tenere sempre presente che ogni energia espressa, prima di raggiungere l’oggetto, passa attraverso il proprio essere fisico, emozionale, mentale e spirituale. I giudizi feroci, l’odio o la rabbia impregnano e immergono ogni cellula di chi li prova, prima di raggiungere l’obiettivo. Quando, invece, è l’amorevolezza il motore delle parole, l’amore verso l’esterno, nutre, in primo luogo, anche la fonte stessa che lo genera.

Recuperare la trinità femminile archetipica

Quando le energie di fanciulla, di madre e di vecchia, convivono e fioriscono in una donna, allora il femminile si esprime nella sua massima potenza. La spinta della curiosità e dell’esplorazione, l’energia della nascita e del nutrimento, unite alla capacità di sviluppare azioni sostenibili, a lungo termine e a beneficio dell’intera comunità rappresentano la massima espressione della trinità femminile interiore. Quando uno degli aspetti della trinità viene sacrificato a vantaggio di un altro, ci troviamo a vivere situazioni paradossali come quelle, per esempio, spesso evidenziate dalle riviste femminili: se è vero che l’energia “della fanciulla” è bella e importante, è altrettanto vero che quando si tenta di trattenerla o perpetuarla, il triste risultato è il ripudio di tutte le energie interiori femminili più autentiche e più vitali.

HeatherAsh Amara suggerisce: Rallenta. Ascolta le stelle e la terra; senti gli insegnamenti silenziosi del vento e la saggezza del fuoco. Il microcosmo di ogni tua cellula è un legame diretto con il macrocosmo dell’intero universo. Rimani tranquilla e lascia che l’universo fiorisca in te”.                                                                                                                                                    

Daniela Mambretti

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