Mandala: colorarlo attiva un vero percorso terapeutico

di Daniela Mambretti

Colorarlo aiuta a combattere lo stress, ritrovare armonia e equilibrio, superare le insoddisfazioni, esprimere la propria creatività e favorire il naturale processo di guarigione: è il mandala, antico e potente.

Immergersi in un rituale ritrovato

Dipingere le figure geometriche e le forme che lo costituiscono, come quadrati, cerchi, triangoli, punti, ma anche gocce, spirali, fiori o stelle significa perdersi in un rituale che anticamente aveva finalità religiose e spirituali, ma che, oggi, assume anche un significato simbolico profondo, fino a divenire terapeutico. Importanti tradizioni culturali ritenevano potesse favorire la meditazione, la trasformazione spirituale e la guarigione. “Lavorare con i mandala, osservarli, colorarli, abbandonarvisi, significa intraprendere un viaggio nel mondo dell’immaginario, disseminato di forme archetipiche e di colori che esprimono l’intensità delle emozioni e un mondo interiore spesso inespresso” – spiega Vittorio Caprioglio, medico psicoterapeuta, direttore dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica di Milano e responsabile editoriale della rivista “Mandala Therapy”.

 

 

Effetti confermati dalla Neurofisiologia

Ma è davvero possibile che un’attività tanto semplice come la colorazione di un mandala possa generare benefici così profondi? Un importante contributo viene dalle ricerche condotte dalla Neurofisiologia che indaga il funzionamento dei neuroni e dei processi cognitivi. Studi recenti sul rapporto esistente tra disegno, colorazione e attività cerebrali hanno dimostrato che, mentre si colora, i due emisferi cerebrali lavorano insieme armoniosamente, mentre le aree deputate all’aggressività si placano: il risultato è un cervello presente, ma quieto al tempo stesso. I mandala si rivelano così un ottimo strumento per non sentirsi in balia delle emozioni, ma per trasformarle in rinnovata energia, innescando un processo terapeutico: se è vero che esse affiorano come onde dal profondo dell’essere generando ansie, malesseri e vere e proprie patologie, è altrettanto vero che, per superare il disagio che ne deriva, è importante accoglierle senza giudizio, poiché piacevoli o sgradevoli che siano, hanno sempre una ragion d’essere.

Vincere i disagi trasformandoli in immagini

Ecco perché, anziché resistere loro o, peggio, rischiacciarle nel profondo, è preferibile soffermarsi sulle sensazioni percepite, provando a trasformare il disagio in immagine, prescindendo dai codici del pensiero inadeguati in questo ambito. “Attraverso l’immagine, il disagio emotivo non è più statico e ripetitivo, ma diviene dinamico e fluido. Per attuare il processo terapeutico è necessario abbandonare mente e ragionamento e scivolare in una dimensione più sottile e trasognata” – sottolinea l’esperto.

Il potere dei simboli

Il mandala aiuta proprio in questa transizione, poiché anche l’emozione più travolgente, passando attraverso gli antichissimi simboli che lo costituiscono, si affina divenendo pura energia vitale che cura e vivifica. Cerchi, triangoli, punti, spirali, ma anche mani, fiori di loto, gocce e cuori sono la chiave per sondare il mondo dell’inconscio, del segreto, dell’infinito. I colori, invece, sono il canale attraverso il quale si esprime il proprio mondo interiore in una sorta di tavolozza emotiva di quel momento specifico. Per esempio, i colori primari, – rosso, giallo e blu – rappresentano impulsi e istinti basici della natura umana, mentre i secondari – arancione, verde e viola- sfumano e smarginano il sentire. “Anche se segni e tonalità hanno un preciso significato, l’obiettivo non è indagare o spiegare un determinato mandala o un suo disegno, quanto, invece, quello di agevolare il processo di trasformazione” – puntualizza Caprioglio. Gesti, forme e colori si fondono, attivando una scintilla quasi magica: dopo aver osservato i simboli dal sapore arcano e misterioso si liberano energie sottili, ma potenti. Colorando e fondendosi nel mandala, la mente si rilassa e permette alle armoniose geometrie che lo costituiscono di entrare in risonanza con il corpo, esattamente come accadeva con i canti sacri antichi o con la Kore, la danza in cerchio rituale di origine greca. Le donne possono addirittura riconnettersi con il proprio nucleo femminile, spesso schiacciato, se non addirittura dimenticato, come spiega Susanne F. Fincher in “Coloring Mandala 3” (Macro Edizioni). Danzando con le matite colorate tra i simboli del femminino contenuti in alcuni mandala, si richiama l’immagine archetipica della Grande Madre che rappresenta e testimonia il potenziale creativo, nutritivo e materno insito in ogni donna e che attende solo di essere riscoperto, risvegliato e celebrato.

 GLI ELEMENTI-CHIAVE

Alcune delle figure contenute nel mandala sono riferibili ai simboli archetipici del maschile e del femminile illustrati da Simona Oberhammer in “Olofem, femminile sconosciuto” (Edizioni Olosophiche).

  • Quadrato: logica, ragionevolezza, analisi, volontà di delimitare entro confini precisi.
  • Triangolo: linearità maschile che si slancia, procede verso la sommità.
  • Cerchio: accogliente e protettivo, rappresenta unione e completezza.
  • Goccia: simbolo del nutrimento femminile, delle fecondità.

 

I colori persuadono, stimolano e rivelano. Jean-Gabriel Causse guida alla scoperta delle loro magiche influenze in psicologia, apprendimento, arredamento, marketing, produttività e creatività, nel libro “Lo stupefacente potere dei colori” (Ponte alle Grazie).

  • Rosso: potenza, energia, passione, ma anche divieto, pericolo e agitazione.
  • Verde: vita e fertilità, ma anche equilibrio e sobrietà.
  • Rosa: femminilità, delicatezza d’animo.
  • Blu: calma, tranquillità, ma anche passività e nostalgia.
  • Arancione: benessere, gioia di vivere, fierezza e ottimismo.