Il sentiero della Dea Guerriera per riconnettersi al vero sé

di Daniela Mambretti

È possibile diventare la donna che si è davvero e non quella che si pensa di essere o, peggio, quella che gli altri vorrebbero si fosse?

Lo è, a patto di intraprendere un cammino di consapevolezza che non scende a patti con vecchi schemi mentali ereditati “in automatico”, di essere disposte a sostenere la propria verità e di volerla affermare in ogni ambito della vita accettando, con apertura e amore incondizionato, tutti gli aspetti del proprio essere: luci e ombre, paure e talenti, limiti e intuizioni. HeatherAsh Amara, autrice di “L’addestramento della Dea” (Edizioni Il Punto d’Incontro), spiega come intraprendere un nuovo cammino che porterà a risplendere in tutto il proprio valore, manifestandosi e aprendosi alle esperienze della vita senza steccati e senza remore.

Il “sacro” contenitore interiore

In ogni donna alberga la sua vera essenza. Il cammino per raggiungerla è alla portata di colei che avrà il coraggio di amarsi incondizionatamente e liberarsi da schemi prestabiliti. Il primo passo è la ricerca della propria verità, vale a dire il riconoscimento e l’accoglimento del femminile autentico, quello che desidera ardentemente essere visto e fatto fiorire in totale libertà. Questa (ri)scoperta è la vera forza della Dea Guerriera, quello spirito indomito che prescinde dai “canti delle sirene” esteriori, ma, che è, invece, ben radicato nell’interiorità e che nessuno mai potrà travolgere o estirpare. L’autrice esorta a immaginare un contenitore che avvolga teneramente il proprio essere e che definisca, con chiarezza, ciò che è proprio e ciò che appartiene agli altri. In questo contenitore albergano l’energia compassionevole, ma anche l’impegno della dea impetuosa. Grazie a questo contenitore sicuro, ogni donna può smettere di identificarsi totalmente solo in ciò che fa, può onorare e rispettare tutte le energie interiori, anche le più contraddittorie, può conosce la propria verità e non teme di affermarla, può scegliere con consapevolezza amicizie e rete di sostegno senza dover piacere per forza a tutti, può sentirsi confortata quando attraversa le burrasche esistenziali e, soprattutto, può liberarsi, senza paura, da vecchie storie del passato.

Ricontattare le energie creative

Per far sbocciare il vero sé, la Dea Guerriera dispone di una grande – e spesso sottostimata – energia creativa. Deve solo ricontattare questa grande risorsa permeando di passione ogni gesto e ogni atto che le permetta di esprimere la propria peculiarità: dalla cucina, alla preparazione di una bella tavola, dalla scelta di un abito seducente, al biglietto di auguri mai creato prima. L’attivazione di questa risorsa è in grado di produrre soluzioni inaspettate in tutti gli ambiti della vita: come una fonte inesauribile, si riversa nel lavoro, nelle relazioni interpersonali e nella vita interiore, offrendo nuovi spunti e nuove visioni.

Padroneggiare il potere delle parole

Affermare la propria verità non vuol dire essere crudeli o offensive. Al contrario, lo spirito della Dea Guerriera esorta a esser chiare, nella consapevolezza che l’obiettivo è quello di sperimentare una comunicazione sincera, ma fluida. Basti tenere sempre presente che ogni energia espressa, prima di raggiungere l’oggetto, passa attraverso il proprio essere fisico, emozionale, mentale e spirituale. I giudizi feroci, l’odio o la rabbia impregnano e immergono ogni cellula di chi li prova, prima di raggiungere l’obiettivo. Quando, invece, è l’amorevolezza il motore delle parole, l’amore verso l’esterno, nutre, in primo luogo, anche la fonte stessa che lo genera.

Recuperare la trinità femminile archetipica

Quando le energie di fanciulla, di madre e di vecchia, convivono e fioriscono in una donna, allora il femminile si esprime nella sua massima potenza. La spinta della curiosità e dell’esplorazione, l’energia della nascita e del nutrimento, unite alla capacità di sviluppare azioni sostenibili, a lungo termine e a beneficio dell’intera comunità rappresentano la massima espressione della trinità femminile interiore. Quando uno degli aspetti della trinità viene sacrificato a vantaggio di un altro, ci troviamo a vivere situazioni paradossali come quelle, per esempio, spesso evidenziate dalle riviste femminili: se è vero che l’energia “della fanciulla” è bella e importante, è altrettanto vero che quando si tenta di trattenerla o perpetuarla, il triste risultato è il ripudio di tutte le energie interiori femminili più autentiche e più vitali.

HeatherAsh Amara suggerisce: Rallenta. Ascolta le stelle e la terra; senti gli insegnamenti silenziosi del vento e la saggezza del fuoco. Il microcosmo di ogni tua cellula è un legame diretto con il macrocosmo dell’intero universo. Rimani tranquilla e lascia che l’universo fiorisca in te”.                                                                                                                                                   

Mandala: colorarlo attiva un vero percorso terapeutico

di Daniela Mambretti

Colorarlo aiuta a combattere lo stress, ritrovare armonia e equilibrio, superare le insoddisfazioni, esprimere la propria creatività e favorire il naturale processo di guarigione: è il mandala, antico e potente.

Immergersi in un rituale ritrovato

Dipingere le figure geometriche e le forme che lo costituiscono, come quadrati, cerchi, triangoli, punti, ma anche gocce, spirali, fiori o stelle significa perdersi in un rituale che anticamente aveva finalità religiose e spirituali, ma che, oggi, assume anche un significato simbolico profondo, fino a divenire terapeutico. Importanti tradizioni culturali ritenevano potesse favorire la meditazione, la trasformazione spirituale e la guarigione. “Lavorare con i mandala, osservarli, colorarli, abbandonarvisi, significa intraprendere un viaggio nel mondo dell’immaginario, disseminato di forme archetipiche e di colori che esprimono l’intensità delle emozioni e un mondo interiore spesso inespresso” – spiega Vittorio Caprioglio, medico psicoterapeuta, direttore dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica di Milano e responsabile editoriale della rivista “Mandala Therapy”.

Effetti confermati dalla Neurofisiologia

Ma è davvero possibile che un’attività tanto semplice come la colorazione di un mandala possa generare benefici così profondi? Un importante contributo viene dalle ricerche condotte dalla Neurofisiologia che indaga il funzionamento dei neuroni e dei processi cognitivi. Studi recenti sul rapporto esistente tra disegno, colorazione e attività cerebrali hanno dimostrato che, mentre si colora, i due emisferi cerebrali lavorano insieme armoniosamente, mentre le aree deputate all’aggressività si placano: il risultato è un cervello presente, ma quieto al tempo stesso. I mandala si rivelano così un ottimo strumento per non sentirsi in balia delle emozioni, ma per trasformarle in rinnovata energia, innescando un processo terapeutico: se è vero che esse affiorano come onde dal profondo dell’essere generando ansie, malesseri e vere e proprie patologie, è altrettanto vero che, per superare il disagio che ne deriva, è importante accoglierle senza giudizio, poiché piacevoli o sgradevoli che siano, hanno sempre una ragion d’essere.

Vincere i disagi trasformandoli in immagini

Ecco perché, anziché resistere loro o, peggio, rischiacciarle nel profondo, è preferibile soffermarsi sulle sensazioni percepite, provando a trasformare il disagio in immagine, prescindendo dai codici del pensiero inadeguati in questo ambito. “Attraverso l’immagine, il disagio emotivo non è più statico e ripetitivo, ma diviene dinamico e fluido. Per attuare il processo terapeutico è necessario abbandonare mente e ragionamento e scivolare in una dimensione più sottile e trasognata” – sottolinea l’esperto.

Il potere dei simboli

Il mandala aiuta proprio in questa transizione, poiché anche l’emozione più travolgente, passando attraverso gli antichissimi simboli che lo costituiscono, si affina divenendo pura energia vitale che cura e vivifica. Cerchi, triangoli, punti, spirali, ma anche mani, fiori di loto, gocce e cuori sono la chiave per sondare il mondo dell’inconscio, del segreto, dell’infinito. I colori, invece, sono il canale attraverso il quale si esprime il proprio mondo interiore in una sorta di tavolozza emotiva di quel momento specifico. Per esempio, i colori primari, – rosso, giallo e blu – rappresentano impulsi e istinti basici della natura umana, mentre i secondari – arancione, verde e viola- sfumano e smarginano il sentire. “Anche se segni e tonalità hanno un preciso significato, l’obiettivo non è indagare o spiegare un determinato mandala o un suo disegno, quanto, invece, quello di agevolare il processo di trasformazione” – puntualizza Caprioglio. Gesti, forme e colori si fondono, attivando una scintilla quasi magica: dopo aver osservato i simboli dal sapore arcano e misterioso si liberano energie sottili, ma potenti. Colorando e fondendosi nel mandala, la mente si rilassa e permette alle armoniose geometrie che lo costituiscono di entrare in risonanza con il corpo, esattamente come accadeva con i canti sacri antichi o con la Kore, la danza in cerchio rituale di origine greca. Le donne possono addirittura riconnettersi con il proprio nucleo femminile, spesso schiacciato, se non addirittura dimenticato, come spiega Susanne F. Fincher in “Coloring Mandala 3” (Macro Edizioni). Danzando con le matite colorate tra i simboli del femminino contenuti in alcuni mandala, si richiama l’immagine archetipica della Grande Madre che rappresenta e testimonia il potenziale creativo, nutritivo e materno insito in ogni donna e che attende solo di essere riscoperto, risvegliato e celebrato.

 GLI ELEMENTI-CHIAVE

Alcune delle figure contenute nel mandala sono riferibili ai simboli archetipici del maschile e del femminile illustrati da Simona Oberhammer in “Olofem, femminile sconosciuto” (Edizioni Olosophiche).

  • Quadrato: logica, ragionevolezza, analisi, volontà di delimitare entro confini precisi.
  • Triangolo: linearità maschile che si slancia, procede verso la sommità.
  • Cerchio: accogliente e protettivo, rappresenta unione e completezza.
  • Goccia: simbolo del nutrimento femminile, delle fecondità.

I colori persuadono, stimolano e rivelano. Jean-Gabriel Causse guida alla scoperta delle loro magiche influenze in psicologia, apprendimento, arredamento, marketing, produttività e creatività, nel libro “Lo stupefacente potere dei colori” (Ponte alle Grazie).

  • Rosso: potenza, energia, passione, ma anche divieto, pericolo e agitazione.
  • Verde: vita e fertilità, ma anche equilibrio e sobrietà.
  • Rosa: femminilità, delicatezza d’animo.
  • Blu: calma, tranquillità, ma anche passività e nostalgia.
  • Arancione: benessere, gioia di vivere, fierezza e ottimismo.

Sono solo 14 “Leggi” ma ci consegnano l’armonia universale

Conosci le Leggi Universali che sono fondamentali per vivere in armonia con gli equilibri divini? Leggi l’articolo “Sono solo 14 “Leggi” ma ci consegnano l’armonia universale” pubblicato su La Provincia, dove Lianka Trozzi, avvocato, esperta di crescita personale e autrice di “Le 14 Leggi Universali”, ci guida nella conoscenza e nel rispetto di queste importanti norme per vivere una vita felice.